Dopo la morte di tuo marito o tua moglie l’INPS ti deve questi soldi ogni mese: quanto prendi davvero nel 2026

Perdere un familiare è già devastante di per sé. Trovarsi poi a dover affrontare la burocrazia previdenziale, spesso senza sapere a cosa si ha diritto, rende tutto ancora più difficile. La pensione di reversibilità — tecnicamente chiamata pensione ai superstiti — è uno degli strumenti più importanti del sistema previdenziale italiano, eppure rimane tra i meno conosciuti. Ecco tutto quello che c’è da sapere, con gli aggiornamenti in vigore per il 2026.

Pensione di reversibilità 2026: chi ha diritto e quali sono i requisiti

La pensione di reversibilità spetta ai familiari superstiti di un pensionato o di un lavoratore iscritto all’INPS deceduto. Il punto di partenza è sempre la posizione contributiva del defunto: servono almeno 15 anni di contributi versati, oppure 5 anni con almeno 3 nel quinquennio precedente il decesso. Fin qui la regola generale. Ma chi sono, concretamente, i beneficiari?

Il coniuge è il primo avente diritto, a condizione che non ci sia stata separazione definitiva senza assegno di mantenimento. Dal 2016 il diritto è esteso alle unioni civili, e dal 2024 — dopo la conversione del DL 48/2023 — anche alle convivenze di fatto, con dichiarazione sostitutiva. I figli minori di 21 anni rientrano automaticamente, così come i figli studenti fino a 26 anni e quelli inabili in modo permanente, senza limiti di età. Genitori e fratelli o sorelle possono accedere alla reversibilità solo in assenza di altri aventi diritto, con soglie reddituali precise: nel 2026 il limite è fissato a 42.520,44 euro annui lordi, rivalutato dell’1,8% rispetto all’anno precedente secondo la circolare INPS 45/2026.

Quanto si prende: le quote 2026 della pensione ai superstiti

L’importo della reversibilità si calcola come percentuale della pensione percepita dal defunto. Il coniuge solo riceve il 60%. Se ci sono anche figli, la quota sale: con un figlio si arriva al 70%, con due o più figli all’80%. In assenza del coniuge, uno o più figli ricevono rispettivamente il 70% e l’80%, suddiviso in parti uguali. Per genitori o fratelli la quota è del 20% ciascuno, con massimali previsti per legge.

Tradotto in cifre: se il defunto percepiva una pensione lorda di 1.500 euro al mese, il coniuge superstite da solo riceverà 900 euro mensili. Con un figlio a carico, la cifra totale sale a 1.050 euro, divisa tra i due beneficiari. L’importo minimo garantito per il 2026 è di 311,51 euro mensili, con una soglia “superminimo” di 751,04 euro per i superstiti over 70 con redditi bassi.

Limiti di reddito e decurtazioni: quando la pensione viene ridotta

Uno degli aspetti più sottovalutati riguarda il cumulo con altri redditi. La pensione di reversibilità può essere ridotta — o addirittura azzerata — se il superstite supera determinate soglie reddituali. Per il coniuge senza figli, la riduzione scatta sopra i 25.828,45 euro annui e la cessazione completa del diritto avviene oltre i 42.520,44 euro. Per chi ha figli a carico, la soglia sale a 57.286,45 euro. I figli minori di 21 anni e gli studenti universitari, invece, non subiscono alcuna decurtazione indipendentemente dal reddito del nucleo familiare.

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un bonus del 10% sulle soglie reddituali per i nuclei monoparentali, una misura che punta a tutelare chi si trova ad affrontare da solo il mantenimento dei figli dopo la perdita del partner.

Come fare domanda di reversibilità all’INPS: la procedura aggiornata

La domanda va presentata tramite il portale INPS con credenziali SPID, CIE o CNS, oppure attraverso un patronato o un CAF — entrambi gratuiti. Il modulo da compilare è l’APS1, da allegare a certificato di morte, stato di famiglia e documentazione reddituale. Da gennaio 2026 è disponibile la nuova piattaforma “Superstiti Online”, che include un sistema di pre-calcolo automatico per stimare l’importo spettante prima ancora di presentare la domanda ufficiale.

La decorrenza parte dal giorno successivo al decesso. In caso di domanda tardiva, è possibile recuperare gli arretrati fino a un massimo di 24 mesi. L’INPS è tenuto a liquidare entro 60 giorni; trascorsi 90 giorni senza risposta, scatta il silenzio-assenso.

  • Patronati gratuiti (CGIL, CISL, UIL) per assistenza nella compilazione
  • Numero verde INPS: 803.164
  • Fascicolo Previdenziale per verificare i contributi del defunto
  • Tool “Calcola Pensione Superstiti” disponibile sul portale INPS

In caso di contestazione, il primo passo è il ricorso alla Commissione Territoriale INPS. Se la risposta non soddisfa, si può procedere davanti al Giudice del Lavoro. La pensione di reversibilità è soggetta a tassazione IRPEF, ma con le relative detrazioni fiscali previste per i redditi da pensione.

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